DOPO TRANI IL SAN MARCO ALZA LA VOCE. “NOI FIGLI DI UN DIO MINORE. NESSUNO CI TUTELA”

Grande delusione e rabbia in casa ASD San Marco al termine del big match con il Trani. Le dichiarazioni congiunte del presidente Aniello Calabrese, del vicepresidente Antonio De Theo e del direttore generale Michele Mossuto non lasciano spazio ai dubbi: “Da quattordici campionati viviamo sempre le stesse situazioni. Siamo figli di un Dio minore, di una terra diversa. Il nostro modo di fare, basato su correttezza e rispetto, non paga. La nostra lealtà non viene riconosciuta.”

Gli episodi contestati sono chiari: un gol regolare annullato a Scanzano dopo dieci minuti; i primi due gol del Trani da annullare — sul primo una spinta evidente a De Cesare, sul secondo la palla era già uscita di molto prima dell’azione decisiva. “A San Marco, se il nostro allenatore supera di poco l’area tecnica, viene subito punito. Altrove, in campi più blasonati, ci si limita a un giallo e si lascia tutto correre. Se una nostra panchina entra in campo in momenti concitati, partono subito espulsioni. Ieri invece, con decine di non tesserati in campo, nessun provvedimento: solo un giallo a Morra per aver spintonato Fiore.”

Un’amarezza profonda, che porta la dirigenza a riflettere sul proprio futuro: “Siamo stanchi di rivedere lo stesso film ogni anno.
Stiamo seriamente valutando le dimissioni in blocco. La credibilità di questi campionati è sotto i piedi. Stiamo perdendo fiducia in una federazione che non tutela le società foggiane, sempre oggetto di provvedimenti sproporzionati rispetto ad altre realtà.” Il messaggio finale è chiaro e amaro: “Le partite si vedono, e si vede bene che ci sono due pesi e due misure. Ma a nessuno sembra importare. Noi, figli di un Dio minore, non riconosciamo più questo gioco come nostro.”

COMUNICATO STAMPA ASD SAN MARCO

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